La valanga nera

Valanga

La valanga nera dell’estremismo nazional-religioso israeliano è arrivata. Nella prefazione al mio romanzo La Metamorfosi dei Papaveri (1) ho scritto:

Il mio romanzo si svolge [in Israele] nel prossimo futuro in cui immagino il potere – democraticamente eletto, certo – interamente in mano ai fondamentalisti religiosi, ai miei occhi non troppo dissimili dai Talebani… Il silenzio della ragione mi fa paura”.

Non avevo previsto, ahimè, che questo scenario si palesasse così presto.

L’elezione della Knesset del 4/11/22 ha dato un’ampia maggioranza al Likud di Netanyahu e ai tre partiti dell’estrema destra: i partiti religiosi SHAS e United Torà Judaism e quello di estrema destra Otzma Yehudit di Itamar Ben-Gvir. Quest’ultimo, terzo partito della Knesset, si ispira apertamente al rabbino Meir Kahan, un fanatico razzista le cui associazioni sono state dichiarate fuorilegge, che aspirava a uno stato teocratico e alla ‘guerra santa’ contro i palestinesi. 

Itamar Ben-Gvir abita a Kyriat Arba, in una colonia ebraica in Cisgiordania una delle colonie più estremiste. La sua piattaforma include la completa annessione della Cisgiordania e supporta la violenza dei coloni.

A proposito di questo personaggio, il presidente israeliano Isaac Herzog – a microfono aperto a sua insaputa – “Il mondo intero è preoccupato (2).

Da ragazzino israeliano ero orgoglioso di Zahal, l’esercito che aveva reso possibile che io crescessi in Eretz Israel, un paese indipendente dove il popolo ebraico sarebbe stato finalmente al sicuro dopo duemila anni di persecuzioni. Oggi le cose sono tristemente cambiate. Su Zahal, all’indomani delle elezioni, il giornalista israeliano Gideon Levy scrive:

“Due su 10 soldati ha votato per il Sionismo Religioso, il gruppo a cui appartiene il partito Otzma Yehudit di Itamar Ben-Gvir. Due su 10 soldati sono a favore dell’annessione della Cisgiordania, della morte ai terroristi e agli arabi. Sono convinti della superiorità di Israele; che a loro è sempre permesso di sparare per uccidere e che i palestinesi non hanno alcun diritto di abitarci. Che gli arabi capiscono solo la forza e l’umiliazione e che non sono esseri umani. Due su 10 sono Kahanisti, ma tra i soldati che operano in Cisgiordania la loro percentuale è molto superiore. Essi non soltanto votano per Ben-Gvir, ma mettono in pratica le sue prediche.

“Il vantaggio del successo elettorale di Be-Gvir è di portare in superficie la verità. La votazione ha confermato quello che sospettavamo sul comportamento brutale, alle volte barbaro, dei soldati israeliani, della polizia di frontiera e della polizia israeliana. Non essere fuorviato: i votanti per Ben-Gvir non sono solo i soldati semplici ma anche parte dei loro comandanti. Lo dimostra il fatto che l’Alto commando ha accettato senza protestare gli avvenimenti degli ultimi mesi, che hanno visto l’uccisione di decine di adolescenti e di bambini palestinesi.

“Questa elezione dovrebbe porre fine all’idea che l’esercito israeliano sia un esercito ‘morale’.  Soldati e comandanti hanno votato in prevalenza per un partito che in Europa sarebbe considerato neo-nazista” (3).  

Amos Harel, un altro giornalista israeliano, punta il dito sul vero motivo del ritorno al potere di Netanyahu. “La sua [di Netanyahu] coalizione con questi partiti ha un unico scopo: abortire il tragitto verso la prigione. Dovrà far passare, a maggioranza semplice, alcune leggi. Il pericolo è soprattutto nella sfera giudiziaria, per la legislazione e per la democrazia nei territori occupati” (4).

La valanga nera sta per sommergere il mio paese natale. Allontana ogni prospettiva di pace, separa ulteriormente Israele dalle nazioni evolute e favorisce la diffusione dell’antisemitismo. La mia preoccupazione è quella dei movimenti pacifisti israeliani. Sally Abed, dell’associazione pacifista “Standing Together”, scrive:

Questa mattina ha portato molti sentimenti: paura, confusione e rabbia. Abbiamo provato queste emozioni da quando sono usciti i primi exit poll. Sappiamo che molti di noi si sentono avvolti dal terrore. Presto, Israele inaugurerà il suo governo più di destra di sempre. Di nuovo Netanyahu come primo ministro, questa volta con Itamar Ben-Gvir… alla sua destra, è un oscuro presagioQuesto governo ci dirà che la guerra senza fine è il nostro unico futuro e che ebrei e arabi non vivranno mai in pace(5).

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  1. Nathan LeviLa Metamorfosi dei Papaveri (Tresogni editore, 2021)
  2. Israel’s president says ‘world is worried about far-right partner in Netanyahu coalition – Reuter, 10/11/2022
  3. Ben-Gvir’s Army in the West Bank – Gideon Levy, Haaretz 6/11/2022
  4. Israel Elections: With the West Bank on the Brink, Netanyahu Ushers in the Pyromaniacs – Amos Harel, Haaretz 4/11/2022
  5. Sally Abed  – Standing Together (articolo ricevuto per mail il 7/11/2022)

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cristiana carini
cristiana carini
1 anno fa

Caro Nathan , come ti avevo anticipato , il nostro sentire non poteva essere distante. Quello che tu anticipavi all’inizio del tuo libro non avevo dubbi che addirittura fosse già in atto e non da ora. Diciamo che oggi si è palesato in pieno con le ultime scelte elettorali. Eppure sembra, guarda anche l’Italia, che molti paesi si trincerino sempre di più dietro la stolta difesa della razza. Chi non è uguale a te è un pericolo non ha gli stessi diritti e va respinto con ogni metodo. E’ questo che mi spaventa e che non avrei mai voluto vedere alla mia verde età vissuta con tutti altri intenti e credo, che poco hanno a vedere con quelli religiosi. Non a caso nel tuo libro fantastichi di modificare il cervello ed il sentire degli uomini attraverso modalità scientifiche che andrebbero davvero studiate a fondo. Possibile che l’uomo sia l’unico essere vivente che non solo non impara niente dai propri errori, ma neanche attraverso la storia riesce ad avere una visione concreta di alcuni fenomeni che esistono da che mondo esiste e che non sono da combattere con il sangue degli innocenti, ma vanno invece previste e gestite in uno stato di pace e non di insensato uso di armi e morte. Grazie per l’articolo che adesso condivido e di cui apprezzo il tuo solito rigore scientifico che non ti abbandona giustamente. Dovremmo allargare a tutto il mondo il movimento “Standing Toghether”.

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