Benvenuti al mio blog

Wellcome

Benvenuti!

Amo Israele, ma sono fortemente allergico alla politica del mio paese natale verso il popolo palestinese. Una politica che da decenni non vuole la pace e crea immani sofferenze. 

Il problema del conflitto israelo-palestinese mi è amaro compagno da sempre. Alle elementari, in Israele, mi esaltava la lettura di Hassamba, le avventure di un gruppo eroico di ragazzini di Tel Aviv che fiancheggiavano dapprima l’Haganà – il gruppo militare ebraico underground –  nella lotta contro gli inglesi, e, successivamente, l’esercito israeliano contro i suoi nemici esterni ed interni. Ma ricordo anche che ascoltavo con particolare piacere la radio quando raccontava che un giorno Israele e gli Arabi avrebbero senz’altro fatto la pace.

A quei tempi, l’entusiasmo del paese per la sua nascita, nonostante la povertà e le mille difficoltà, non prescindeva dall’aspirazione alla pace. Anche dopo l’occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, nel 67, tale speranza resisteva, perché i governi laburisti consideravano ancora questi territori come carta di scambio in vista di una pace definitiva con i Paesi arabi e di una qualche soluzione soddisfacente del problema palestinese. In seguito, con i governi della destra nazionalista e religiosa, la pace è diventata, e rimane, sempre più una chimera.

Israele si sta barricando sempre più nella propria tradizione religiosa. Sta rinunciando via via alla propria laicità scivolando, questo è il mio timore, verso uno stato confessionale. Mi conforta il fatto che il dibattito su questo tema è ancora aperto e vivace tra la componente laica, che si sente orgogliosamente israeliana ed ebrea perché partecipe alla storia millenaria di un popolo, e la componente ultraortodossa che ha incrementato il proprio potere sulla società e sulle decisioni governative e che aspira ad uno Stato confessionale e ai confini del Grande Israele di biblica memoria. Il confronto aperto fra queste due anime del paese è smorzato dalle minacce esterne, in particolare da parte dell’Iran e dei suoi sodali, gli Hezbollah in Libano e Hamas nella striscia di Gaza.

In gioventù, ho coltivato a lungo il desiderio di ritornare nel mio paese natale, ma gli avvenimenti della mia vita hanno preso una piega diversa: ho sposato una (splendida) donna inglese, ho trovato lavoro in ospedale e ho avuto due (splendidi) figli. Non potevo imporre loro un cambiamento di vita così radicale. Se oggi vi abitassi, nonostante il mio pessimismo sulla situazione locale e sull’umanità in generale, apparterei allo sparuto nucleo pacifista disposto a fare concessioni in cambio della pace.

Ormai avanti con gli anni, dal mio appartamento triestino, non posso che assistere sconsolato alla tragedia. Spero con questo blog di dare il mio modesto contributo – una goccia nell’oceano, non mi illudo – a mantenere vivo il dibattito su un conflitto che sembra non interessare più nessuno, salvo i due popoli in lotta e soprattutto quello palestinese, che non è certo innocente, ma che soffre e che, ai miei occhi, ha diritto a vivere in pace, in un proprio stato sovrano, accanto e in pace con Israele.

COMMENTA QUESTO ARTICOLO (a fondo pagina)


Se vuoi condividere questo articolo - Share this article:
Commenta
Notificami
guest
10 Commenti
il più vecchio
Il più recente Most Voted
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commneti - View all comments
Berci Gottlieb
Berci Gottlieb
2 anni fa

Condivido convinzioni ansie ,timori, e speranze; vorrei conoscere le motivazioni dell’affermazione che Il popolo non è certo innocente.

cristiana vittoria
cristiana vittoria
Rispondi a - Reply to  Nathan Levi
2 anni fa

mi piace la distinzione opportuna tra dirigenza e popolo palestinese . Mia nonna paterna è nata e cresciuta in Palestina sino al 1918-9. Dai suoi racconti mi consta che a Gerusalemme vivevano in tolleranza Ebrei, musulmani e cristiani e che la società più benestante era quella musulmana. Non mi è difficile quindi pensare che chi, con la nascita dello stato di Israele ,si è trovato defraudato di propri spazi ed interessi e magari sbattuto ina campi di concentramento come quelli che ho visto in Giordania, ha sicuramente un risentimento ben acceso che ha permesso ai dirigenti di Hamas di compiere ciò che giustamente ricordi. Aggiungo ma quanti scempi si commettono in nome della religione? Come fare a credere che un Dio, qualunque sia il suo nome, permetta non solo la malvagità delle guerre, l’odio in nome suo (interpretazione ad usum delphini) , lo stermino o comunque il livore nei confronti del diverso? Quindi parliamo di uomini di propri interessi e lasciamo stare le religioni che dividono (ben inteso per chi ci crede) e parliamo di una specie umana che non ha ancora imparato a fare i conti con se stessa e continua a comportarsi come le peggiori delle belve per la sopravvivenza e predominanza della propria razza.

Roberto
Roberto
2 anni fa

Vediamo i fatti nel tempo : attorno al 30 dell’era cristiana il velo del Tempio si squarcia e Dio entra nel cuore di TUTTI gli uomini , c’è chi lo sente, chi no e chi lo combatte. Ammettiamo che questo è vero solo per i fedeli in Cristo, però sta di fatto che : nel 70 d.C. il Tempio viene abbattuto per non essere mai più ricostruito, sulla spianata sorgono due delle Moschee più care ai mussulmani. Ora : se da 2 mila anni il popolo ebraico non può più fare sacrifici al Signore in quanto il luogo deputato è occupato dai mussulmani ed il Tempio non esiste più, se Adonaj ha permesso tutto questo, anzi ha indirizzato l’uomo in tal senso, che vorrà dire tutto ciò? Non è che ha voluto dire “andate in tutto il mondo e spargete la mia Parola” al pari di quanto comandato ai cristiani ? Non è che la mania di uno Stato ebraico è sorella di quella follia che ha scatenato la Shoah ? Intendo dire : non è che il volere uno Stato dove poter vivere sicuri è figlio di quell’idea satanica di sterminio del popolo ebraico ? e quindi frutto dello stesso nemico dell’umana natura ? Mi sembra che si stia andando verso gli stessi risultati, a parti inverse.

Giorgio gomel
Giorgio gomel
2 anni fa

Conosci le attività di Jcall, http://www.jcall.eu e di Jlink , http://www.jlinknetwork.org ? Siamo impegnati da anni contro l occupazione, la coesistenza dei due popoli, i diritti umani.

Maria
Maria
2 anni fa

Condivido quanto lei ha scritto , ho sempre amato scrittori e tradizioni ebraiche …Ma la politica attuale mi fa orrore . Due popoli uno stato sarebbe il sogno non solo suo ma anche di molti italiani come me . Spero vivamente di poter vedere questa unione …perché ormai ho anche io una certa età . Ho ordinato il suo libro … poi le scriverò dicendole se mi è piaciuto .

10
0
Il tuo pensiero è molto gradito. Commenta purex