Empatia, ossitocina e adolescenza

Riprendiamo il tema dell’empatia perché, a mio avviso e non solo, potrebbe essere un elemento centrale del conflitto israelo-palestinese.

Sappiamo che l’empatia consiste nell’abilità emotiva e cognitiva di percepire le emozioni e il pensiero del prossimo e di soccorrerlo. Coinvolge i famosi neuroni specchio, perché è necessario “specchiarsi” nell’animo dei nostri simili ed anche, è augurabile, in quello dei nostri nemici.

Nell’empatia, l’ossitocina è protagonista. Si tratta di un peptide, una piccola proteina, prodotta dall’ipofisi posteriore e da diversi centri del cervello. I suoi effetti, fisici e psichici, sono molto complessi. È l’ormone che stimola l’utero a contrarsi durante il parto e favorisce l’allattamento. ma esercita anche importanti effetti psichici riguardanti il legame parentale, quello di coppia e la cognitività sociale. Si ritiene che il suo deficit sia un elemento importante nell’autismo. Anche se mancano ancora certezze, si è visto che la sua somministrazione è utile nel disturbo dello spettro autistico. 

Anche se l’empatia emozionale e cognitivo-comportamentale deriva da attività cerebrali molto più ampie e complesse rispetto alla sola attività dell’ossitocina, questo neuropeptide è considerato il più importante modulatore dell’empatia.

Tale molecola viene oggi studiata non solo nell’autismo, ma anche in vari disturbi psichiatrici, quali depressione, ansia, stress post-traumatico, narcisismo ed altre condizioni interferenti con la socializzazione. Ad esempio, la somministrazione di ossitocina riduce l’ansia sociale in maschi adulti.

Nell’animale, pensate, la somministrazione di ossitocina nei primi periodi di vita, sembra possa essere capace di condizionare il comportamento sociale da adulti. Se questo fatto fosse confermato e valesse anche per noi, aprirebbe la prospettiva – certo, sul piano etico, una prospettiva alquanto discutibile – della ‘manipolazione’ di questo ormone nel lattante nella speranza che il pargolo possa diventare un adulto più socievole e consapevole dell’altrui sofferenza.  

A questo proposito, interessante è l’importanza per l’empatia che oggi si comincia a dare perfino alla nostra flora intestinale. Si è visto, infatti che, nell’animale, la presenza abbondante nell’intestino di un particolare germe commensale, il Lactobacillus reuteri, favorisce la produzione cerebrale di ossitocina1.

I pediatri utilizzano spesso questo probiotico per lenire le coliche dei lattanti. Ne consegue la domanda: i lattanti che ricevono il Lactobacillus reuteri hanno una maggiore possibilità di diventare adulti più socievoli, più inclini a preoccuparsi del prossimo? Un quesito affascinante, ma anche inquietante.

Nel contesto del conflitto israelo-palestinese, gli studiosi stanno analizzando l’importanza della mancanza di empatia fra i due popoli sul perdurare dello stato di guerra. L’argomento è stato anche oggetto di un convegno, promosso dalla Fondazione Child, dal titolo significativo: “Pace, l’empatia nelle zone di conflitto: le neuroscienze per costruire ponti tra israeliani e palestinesi2.

Sull’argomento si è soffermato il team dell’israeliano Moran Influs, del dipartimento di psicologia dell’università di Bar Ilan (Ramat Gan). Nell’ambito di studi sulla neurobiologia dell’appartenenza, lo studioso, in un lavoro del 20193, osserva che il centenario conflitto israelo-palestinese sta creando sempre più odio etnocentrico e disperazione fra i giovani. Per conflitto etnocentrico si intende la divisione netta tra “noi e loro”, ed è considerata la principale barriera allo sviluppo dell’empatia cognitivo-comportamentale verso l’estraneo. Partendo dalla considerazione che l’adolescenza rappresenta un periodo particolarmente sensibile nella formazione del proprio atteggiamento psicologico sociale, Influs ha studiato le conseguenze sull’empatia di un periodo di 8 settimane di interazione intensiva fra 88 adolescenti israeliani e palestinesi. L’esperimento ha portato alla dimostrazione che, alla fine del periodo, l’empatia verso il nemico è cresciuta in modo significativo. interessante anche che soltanto nei ragazzi che avevano sviluppato un rapporto più empatico con i componenti del gruppo avverso, erano aumentati anche i valori nel sangue dell’ossitocina.

Ritornerò sull’argomento. Una speranza?

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  1. Brain Behav Immun. 2017 Mar;61:36-49. – Microbial lysate upregulates host oxytocin – Bernard J Varian  et al. 
  2. Pace, l’empatia nelle zone di conflitto: le neuroscienze per costruire ponti tra israeliani e palestinesi – Anna Maria De Luca – 2017
  3. Soc Neurosci. 2019 Aug;14(4):378-389. – A social neuroscience approach to conflict resolution: Dialogue intervention to Israeli and Palestinian youth impacts oxytocin and empathy – Moran Influs , Maayan Pratt, Shafiq Masalha , Orna Zagoory-Sharon , Ruth Feldman.

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Giovanna
2 anni fa

Molto interessante

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